Il sito non ti porta clienti? I 7 motivi per cui nessuno ti chiama
Hai speso dei soldi per il sito. Ce l'hai da mesi, forse da anni. È online, si vede, l'indirizzo lo hai stampato sui biglietti da visita. E il telefono squilla
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Analizza gratisHai speso dei soldi per il sito. Ce l'hai da mesi, forse da anni. È online, si vede, l'indirizzo lo hai stampato sui biglietti da visita. E il telefono squilla esattamente come prima.
È una delle frasi che sentiamo più spesso da chi ha un'attività ad Augusta, a Siracusa o nel catanese: "il sito ce l'ho, ma non serve a niente". Quasi sempre non è vero che non serve a niente. È vero che c'è qualcosa che si è inceppato tra il momento in cui una persona cerca quello che vendi e il momento in cui dovrebbe prendere in mano il telefono e chiamarti.
La cosa utile è che quel punto di rottura è quasi sempre uno solo, e si trova. Non serve rifare tutto: nella maggior parte dei casi si tratta di due o tre correzioni mirate. Qui sotto trovi i sette motivi che incontriamo più spesso, in ordine di frequenza, con il modo per verificare ognuno da solo, dal tuo telefono, senza chiamare nessuno.
1. Il sito c'è, ma nessuno ci arriva
È il motivo numero uno, e il più frainteso. Molti titolari pensano che pubblicare un sito equivalga ad apparire su Google, come mettere un'insegna equivale a essere visti da chi passa in strada. Non funziona così. Un sito online è più simile a un negozio aperto in una via dove non passa nessuno: esiste, è in ordine, ma il passaggio te lo devi costruire.
Come verificarlo in due minuti: apri Google e cerca il tuo servizio seguito dalla città, come farebbe un cliente che non ti conosce. Non cercare il nome della tua attività, quello lo trovano solo quelli che già ti conoscono. Cerca "idraulico Augusta", "parrucchiere Siracusa", "officina Melilli". Scorri i primi risultati. Se dopo due schermate non ci sei, hai trovato il problema.
Cosa lo causa, in genere: pagine senza testo, o con testo che non nomina mai il servizio e la città; un sito costruito tutto su immagini, dove Google non ha parole da leggere; nessun collegamento tra il sito e la scheda Google dell'attività. A volte, nei casi più sfortunati, il sito è stato lasciato con l'istruzione che dice ai motori di ricerca di non indicizzarlo — è un'impostazione che si usa mentre il sito è in costruzione e che qualcuno si è dimenticato di togliere il giorno della pubblicazione. Capita più di quanto sembri.
2. La scheda Google non c'è, o non parla col sito
Per un'attività locale la maggior parte dei contatti non nasce da una visita al sito: nasce dalla mappa. La persona cerca dal telefono, guarda il riquadro con le attività vicine, sceglie tra quelle tre o quattro e chiama direttamente da lì. Se in quel riquadro non ci sei, il sito più bello del mondo non entra mai in partita.
Come verificarlo: cerca la tua attività su Google Maps dal telefono. Guarda se la scheda esiste, se ha gli orari giusti, se ha delle foto recenti, e soprattutto se il pulsante "sito web" porta davvero al tuo sito.
Il collegamento conta nei due sensi. La scheda porta le persone al sito quando vogliono approfondire (vedere il listino, i lavori fatti, il menù). Il sito rafforza la scheda perché conferma a Google che quell'attività è reale, attiva e coerente. Quando i due strumenti sono scollegati, lavorano ognuno a metà.
3. Sul cellulare è scomodo da usare
Oggi le visite arrivano in larghissima maggioranza da smartphone, spesso da persone in piedi, in strada, con poca pazienza e una mano sola libera. Un sito pensato per lo schermo del computer, su quel telefono, diventa un piccolo esercizio di frustrazione: testo minuscolo da ingrandire con le dita, pulsanti troppo vicini che si sbagliano, tabelle che escono di lato, un menù che non si apre.
Come verificarlo, ed è il test più onesto che puoi fare: prendi il tuo telefono, apri il tuo sito e prova a fare quello che vorresti facesse un cliente. Trovare il numero e chiamare. Vedere gli orari. Capire dove sei. Fallo con una mano sola, come se fossi per strada. Se ti serve ingrandire con le dita anche solo una volta, quel cliente sta già guardando il concorrente.
Vale la pena provarlo anche con la connessione dati e non con il wi-fi di casa o del negozio, perché è la condizione reale in cui il sito viene aperto.
4. È troppo lento
La lentezza è il problema più silenzioso di tutti, perché chi se ne va per questo motivo non ti scrive mai per dirtelo. Chiude e basta, e tu non sai nemmeno che era passato. Le cause tipiche sono poche e quasi sempre le stesse: foto caricate alla dimensione con cui escono dalla macchina fotografica o dal telefono, quindi enormi; un hosting economico condiviso con centinaia di altri siti; una quantità di componenti aggiuntivi installati negli anni e mai più tolti; animazioni e video di sfondo che sembrano eleganti sul computer dello studio e diventano un peso morto sulla rete mobile.
Come verificarlo: apri il sito dal telefono con i dati mobili, in un punto dove il segnale non è perfetto. Conta mentalmente. Se prima di vedere qualcosa di leggibile arrivi a tre o quattro, sei fuori tempo massimo. Le foto sono quasi sempre la prima cosa da sistemare, ed è anche la più rapida: si possono ridurre di peso in modo consistente senza che a occhio cambi nulla.
5. Contattarti è più difficile di quanto pensi
Questo è il motivo che fa più male, perché riguarda persone che ti avevano già scelto. Erano sul tuo sito, avevano deciso, volevano chiamarti — e si sono fermate sull'ultimo scalino.
Gli inciampi più comuni sono sempre gli stessi. Il numero di telefono scritto come semplice testo e non come collegamento che parte al tocco: sul cellulare significa chiedere alla persona di memorizzarlo, uscire dal sito, aprire la tastiera e riscriverlo. Molti non lo fanno. Il numero presente solo nella pagina "contatti" e non nella barra in alto, dove l'occhio lo cerca. Il modulo di contatto con dieci campi obbligatori quando ne bastavano tre. L'indirizzo scritto senza una mappa e senza un collegamento che apra il navigatore.
Come verificarlo: apri la tua homepage dal telefono e cronometra quanti secondi passano prima che tu riesca a far partire una telefonata. Se sono più di cinque, o se hai dovuto scorrere fino in fondo alla pagina, il problema è lì.
6. Il sito parla di te invece che del cliente
Apri la tua homepage e leggi la prima frase. Se dice qualcosa come "siamo un'azienda giovane e dinamica, leader nel settore, con un team di professionisti qualificati", stai usando lo spazio più prezioso che hai per dire una cosa che non aiuta nessuno a decidere. È una frase che potrebbe stare sul sito di chiunque, in qualunque settore, in qualunque città.
Chi arriva sul tuo sito ha tre domande in testa, in quest'ordine: cosa fai esattamente, dove sei, come faccio a contattarti. Se le prime due righe non rispondono alla prima domanda, la persona non scorre: torna indietro ai risultati di ricerca.
Le informazioni che chi ha un'attività locale tende a nascondere sono proprio quelle che il cliente cerca per prime. Gli orari veri, aggiornati, comprese le chiusure. Una fascia di prezzo, anche indicativa, anche detta come "si parte da": togliere ogni riferimento al prezzo non fa chiamare più persone, fa chiamare persone che scoprono di non essere interessate, e fa perdere tempo a entrambi. Le foto reali del posto, dei lavori fatti, delle persone che ci lavorano — non le immagini comprate che si riconoscono a colpo d'occhio e che allontanano invece di rassicurare.
7. Le richieste arrivano e nessuno le vede
Prima di concludere che il sito non porta contatti, conviene assicurarsi che i contatti non stiano arrivando in un posto che nessuno controlla. Succede più spesso di quanto si immagini, ed è la scoperta più amara: mesi di richieste ferme in una casella che non apre nessuno.
Gli scenari tipici: il modulo di contatto spedisce a un indirizzo email creato ai tempi del sito e mai più aperto, magari intestato a un collaboratore che non c'è più. I messaggi finiscono nella posta indesiderata perché il sito li invia in un modo che il servizio di posta considera sospetto. Il modulo è rotto e restituisce un errore, o peggio sembra funzionare, ringrazia il visitatore e non spedisce nulla. Nessuno se ne accorge perché chi ha scritto pensa di aver scritto e aspetta una risposta che non arriverà.
Come verificarlo, ed è il controllo più veloce di tutta questa lista: compila tu il modulo del tuo sito adesso, con un messaggio riconoscibile, e guarda se e dove arriva. Controlla anche la posta indesiderata. Se non arriva niente entro pochi minuti, hai trovato una falla che ti sta costando clienti veri da chissà quanto.
L'ordine con cui affrontarli
Se ti sei riconosciuto in più di un punto è normale: questi problemi viaggiano quasi sempre in gruppo, perché nascono dalla stessa causa, cioè un sito consegnato e poi lasciato lì.
Il consiglio è di non affrontarli tutti insieme, ma di partire dal fondo. Prima il numero sette: verifica che i contatti arrivino, perché se il canale è rotto ogni miglioramento a monte è sprecato. Poi il cinque: rendi banale contattarti. Poi il due: sistema e collega la scheda Google, che per un'attività locale porta traffico più in fretta di qualunque altra cosa. Solo dopo ha senso lavorare sui contenuti, sulla velocità e sul posizionamento, che danno risultati più solidi ma su tempi più lunghi.
Vale anche la pena dire una cosa che non tutti dicono: se dopo queste correzioni il sito continua a non produrre nulla, il problema potrebbe non essere il sito. Può darsi che i tuoi clienti ti trovino in un altro modo, e che il posto giusto dove investire sia la scheda Google o il passaparola strutturato. Un sito è uno strumento, non un obbligo — ma prima di dichiararlo inutile conviene averlo messo nelle condizioni di funzionare.
Se preferisci che a guardarlo sia qualcun altro
Tutti i controlli di questo articolo puoi farli da solo, e ti consigliamo di farli: sono onesti e ti dicono già molto.
Se però preferisci un occhio esterno, con l'Audit Express guardiamo il tuo sito su questi punti e ti diciamo in modo chiaro cosa non funziona, cosa si sistema in poco tempo e cosa invece richiede un intervento più serio. Nessun impegno e nessuna proposta commerciale mascherata da diagnosi: se il tuo sito è a posto, te lo diciamo.
Puoi scriverci da questa pagina: https://www.pcmpubblicita.com
Siamo ad Augusta e lavoriamo con attività di tutto il siracusano e del catanese. Se ci scrivi il tuo indirizzo, guardiamo quello.
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