Te ne accorgi quasi sempre per caso. Un cliente ti dice "ti ho cercato su Google e ne uscivano due, non sapevo quale fosse quella giusta". Oppure noti che le recensioni che ricordavi non ci sono più, e il conto è tornato indietro di anni. Oppure chiami tu il tuo numero dalla scheda e squilla un telefono che hai dismesso nel 2019.
Sono tutti sintomi della stessa cosa: su Google esistono due schede della tua attività. Una la gestisci tu, l'altra no — e spesso è proprio quella che i clienti trovano per prima.
È un problema più comune di quanto sembri, e ha una particolarità sgradevole: non lo vedi dal pannello di gestione. Dentro il tuo account tutto è in ordine. Il doppione vive fuori, nei risultati di ricerca e su Maps, dove lo vedono i clienti e non lo vedi tu.
Qui c'è come accorgertene in pochi minuti, come capire quale scheda tenere — che non è sempre la tua — e come sistemare la faccenda senza peggiorarla.
Perché nascono i doppioni, e quasi mai è colpa tua
La scheda di un'attività su Google non nasce solo quando la crei tu. Google costruisce schede anche da solo, mettendo insieme informazioni che trova in giro: elenchi online, siti di categoria, portali di settore, dati di navigatori satellitari, segnalazioni degli utenti. Chiunque, in teoria, può suggerire che in una certa via esiste una certa attività.
Le origini più frequenti che ci capita di trovare sono queste.
Il trasloco. Hai cambiato sede e hai aggiornato l'indirizzo sulla tua scheda. Ma la vecchia posizione era già finita in qualche elenco, e Google l'ha ricostruita come attività a sé. Adesso ne esistono due: quella nuova che gestisci tu, e un fantasma all'indirizzo di prima.
Il cambio di gestione o di nome. Il locale ha cambiato insegna, la ditta ha cambiato ragione sociale, oppure hai rilevato un'attività che c'era già. La scheda precedente resta viva, con il nome vecchio e le recensioni vecchie, e la tua nasce accanto.
Il commercialista, il nipote e l'agenzia di tre anni fa. Più persone hanno creato una scheda in momenti diversi, con account diversi, e nessuno sa più quali credenziali servano. È il caso più frequente in assoluto, e anche il più facile da risolvere.
La creazione automatica. Non l'hai fatta né tu né nessuno che conosci: Google ha messo insieme dei dati e ha generato la scheda. Succede soprattutto ad attività con vetrina su strada in un centro abitato.
L'indirizzo scritto in due modi. "Via Roma 12" e "Via Roma, 12/A" possono sembrare la stessa cosa a te, ma per un sistema automatico sono due luoghi. Se i tuoi dati compaiono in rete in forme diverse, stai in pratica dando istruzioni contraddittorie a chi le raccoglie.
Nessuna di queste è una svista da principianti. Sono conseguenze normali del fatto che le informazioni sulla tua attività circolano anche senza di te.
Perché non è un dettaglio estetico
Due schede non sono semplicemente brutte da vedere. Fanno danni concreti, e tutti nella stessa direzione: ti tolgono clienti senza che tu te ne accorga.
Le recensioni si dividono. Chi cerca vede una scheda con poche recensioni invece di una con tante, e nella scelta fra te e il concorrente quel numero pesa. Le recensioni non si sommano da sole: restano attaccate alla scheda su cui sono state lasciate.
I segnali si dividono allo stesso modo. Le visite, le richieste di indicazioni stradali, le telefonate partite dalla scheda: tutto quello che dice a Google "questa attività è viva e la gente la cerca" viene spezzato in due. Due schede deboli si posizionano peggio di una sola forte.
Le informazioni sbagliate restano in circolo. Sul doppione ci sono spesso l'orario vecchio, il numero dismesso, il sito che non esiste più. Un cliente che chiama e non trova nessuno raramente riprova: passa al prossimo risultato.
E c'è il caso peggiore, che vediamo soprattutto in ristorazione e servizi alla persona: le recensioni negative finiscono sul doppione. Tu non ricevi la notifica, non rispondi, e chi legge vede lamentele senza replica. Non rispondere a una recensione negativa comunica disinteresse anche quando la verità è che non l'hai mai vista.
Come accorgertene in cinque minuti
Non serve nessuno strumento a pagamento. Serve solo smettere di guardare dal tuo account e guardare da fuori, come farebbe un cliente.
Prima cosa: apri Google Maps da un telefono non collegato al tuo account — quello di un familiare va benissimo — e cerca il nome della tua attività. Poi allarga: cerca solo il nome, senza il paese; poi il nome con il paese; poi la via.
Seconda cosa: cerca la categoria più il luogo, come farebbe uno che non ti conosce. "Officina Augusta", "parrucchiere Siracusa", "bed and breakfast Brucoli". Scorri i risultati fino in fondo, non solo i primi tre. I doppioni tendono a stare in basso, proprio perché sono deboli.
Terza cosa: cerca le varianti del nome. Con e senza la forma societaria, con e senza il nome del titolare, con l'abbreviazione che usano i clienti. Se l'insegna dice "Da Nino" ma la ditta è "Ristorazione Mediterranea", prova entrambe.
Quarta cosa: cerca il vecchio indirizzo e il vecchio numero di telefono, se ci sono stati cambiamenti. È lì che i fantasmi si nascondono.
Quinta cosa: allarga la mappa e guarda la zona. A volte il doppione non ha lo stesso nome, ma è appoggiato nel punto giusto, e lo riconosci dalla foto o dal numero.
Se in uno di questi passaggi vedi comparire la tua attività due volte, hai trovato quello che cercavi. Fai uno screenshot di entrambe: ti servirà, e serve anche a ricordarti da dove sei partito.
Quale scheda tenere non è una scelta ovvia
L'istinto dice: tengo la mia, quella che gestisco, e faccio sparire l'altra. A volte è la mossa giusta. Spesso è la più costosa.
La scheda che conviene tenere è quella che ha la storia: le recensioni, le foto, gli anni di presenza, le ricerche che negli anni l'hanno raggiunta. Quella storia non si trasferisce con un clic e non si ricostruisce in fretta. Se il doppione ha trenta recensioni e la tua ne ha quattro, cancellare il doppione significa buttare via trenta recensioni vere di clienti veri.
Prima di decidere, guarda tre cose su entrambe.
Le recensioni: quante sono, di che anni, e con che voto. Una scheda con recensioni recenti vale più di una con recensioni tutte vecchie.
I dati: quale delle due ha l'indirizzo esatto, il telefono attivo, gli orari giusti. Sistemare i dati è facile; ricostruire le recensioni no.
L'accesso: a quale delle due riesci ad accedere. Se la migliore è quella che non controlli, non è una condanna — si può rivendicare, e nella maggior parte dei casi ci si riesce.
La regola pratica è semplice: tieni la scheda con più storia e portala sotto il tuo controllo, invece di tenere quella che già controlli e ripartire da zero.
Cosa fare, concretamente
La strada dipende da quale caso ti trovi davanti, ma le possibilità sono poche e tutte percorribili senza intermediari.
Se le due schede sono entrambe tue, cioè riesci ad accedere a tutte e due, la via è chiedere l'unione. Google prevede la segnalazione di duplicato proprio per questo: si indica quale delle due è la copia e si chiede che venga unita all'altra. Quando l'unione va a buon fine, recensioni e foto confluiscono su un'unica scheda. Non è istantaneo e non sempre l'esito è quello sperato, ma è la strada corretta.
Se la scheda buona non è tua, va rivendicata. La procedura di rivendica serve esattamente a dimostrare che quell'attività è la tua, di solito con una verifica che passa da una telefonata, un video o una cartolina all'indirizzo. Una volta ottenuto il controllo, ti ritrovi con due schede tue e ricadi nel caso precedente.
Se il doppione è un fantasma vero — un indirizzo dove non c'è più niente, un'attività che non esiste — si può segnalare come chiusa definitivamente. Da fare con prudenza: la stessa segnalazione, fatta sulla scheda sbagliata, ti chiude quella giusta.
Se il doppione è già rivendicato da qualcun altro, per esempio un vecchio gestore o un'agenzia con cui non lavori più, la strada più veloce è quasi sempre la telefonata: chiedere che liberino la scheda costa cinque minuti e funziona più spesso della procedura formale.
In tutti i casi, mettici pazienza. Le richieste vengono esaminate e possono volerci giorni. Non serve rifarle ogni mattina: le segnalazioni ripetute non accelerano niente.
Gli errori che peggiorano la situazione
Cancellare la scheda sbagliata. È il danno peggiore e il più difficile da rimediare. Prima di eliminare qualcosa, guarda le recensioni di entrambe.
Creare una terza scheda. Quando le prime due non si sistemano, la tentazione è ricominciare da capo con una scheda nuova e pulita. Il risultato è tre schede invece di due, con i segnali divisi in tre parti.
Mettere il paese o i servizi dentro il nome per distinguere la tua dal doppione. Il nome della scheda deve essere il nome dell'attività, e le forzature possono portare a una sospensione. Se ti interessa il tema, ne abbiamo parlato in cosa fare se la scheda Google viene sospesa.
Sistemare la scheda e lasciare il resto com'è. È l'errore silenzioso, e ci arriviamo adesso.
I doppioni non nascono su Google: nascono nei tuoi dati sparsi
Se sistemi la scheda ma lasci in rete quattro versioni diverse del tuo indirizzo, il problema torna. Google continua a raccogliere da fuori, e continua a trovare informazioni che non coincidono.
Vale la pena fare una volta sola un lavoro noioso e definitivo: decidere la forma esatta di nome, indirizzo e telefono della tua attività — una sola, scritta sempre uguale, virgole comprese — e poi allinearla ovunque compaia. Il sito, la scheda Google, i social, i portali di categoria, gli elenchi dove sei finito senza saperlo. Sul perché conta, c'è già la guida alla coerenza di nome, indirizzo e telefono, e sul dove trovare quei riferimenti sparsi c'è come funzionano le citazioni locali.
Il punto di riferimento di tutta questa storia dovrebbe essere il tuo sito. È l'unico posto in rete che controlli davvero: se lì i dati sono giusti, completi e leggibili anche da un sistema automatico, hai una versione ufficiale a cui tutto il resto può agganciarsi. Se invece il sito ha l'indirizzo dentro un'immagine, il telefono solo nel piè di pagina e gli orari da nessuna parte, stai lasciando decidere agli altri.
Ogni quanto ricontrollare
Una volta sistemata la faccenda, il controllo diventa una cosa da cinque minuti ogni tre o quattro mesi: cerca la tua attività dal telefono di qualcun altro, come all'inizio. Fallo sempre dopo un cambiamento — trasloco, cambio di numero, nuova insegna, apertura di un secondo punto vendita — perché è esattamente lì che i doppioni si formano.
E se la tua attività non compare affatto dove dovrebbe, il doppione è solo una delle cause possibili: le altre sono raccolte in perché la mia attività non compare su Google Maps e, per il caso specifico delle ricerche fatte nel proprio comune, in la mia attività non compare su Google quando cercano nel mio paese.
Richiedi l'Audit Express gratuito di PCM: controlliamo come appari nelle ricerche della tua zona, se esistono schede doppie o dati incoerenti in giro per la rete, e come si comporta il tuo sito su velocità, smartphone e sicurezza. Ti diciamo con parole semplici cosa conviene sistemare e cosa no. È una diagnosi, non una vendita: se è tutto a posto, te lo diciamo.
---
PCM Pubblicità realizza siti web per attività locali a Siracusa, Augusta, Catania e nel sud-est siciliano. Prezzi chiari, proprietà del sito sempre tua, assistenza vera dopo la pubblicazione.